giovedì 17 novembre 2016

Il culto di San Gregorio Taumaturgo a Lisbona nell’età di Filippo II

Una singolare ricerca storica, che “riscopre” e approfondisce il legame fra Stalettì, centro ionico calabrese della provincia di Catanzaro, e la capitale del Portogallo. Di qui l'idea di un gemellaggio.
di Domenico Condito

Il Museu de São Roque di Lisbona conserva, all’interno di un prezioso reliquiario, il cranio di San Gregorio Taumaturgo, Padre della Chiesa del III secolo. La reliquia fu venerata a Stalettì, in Calabria, fino alla seconda metà del XVI secolo, all’interno dell’antica chiesa bizantina che custodisce a tutt’oggi i resti mortali del Santo. Nel 1587, la reliquia fu donata alla Igreja de São Roque di Lisbona da Don Juan de Borja, figlio di San Francisco de Borja e ambasciatore di Filippo II a Praga, con tutta la sua ricca collezione di reliquie e reliquiari. Il nobile valenciano, autore delle Empresas Morales, capolavoro della letteratura spagnola del Siglo de Oro, fu infatti uno dei massimi collezionisti di reliquie del suo tempo. Don Juan era entrato in possesso del cranio del Taumaturgo grazie al legame di parentela con il Principe di Squillace, Don Pietro Borgia, nel cui principato ricadeva appunto Stalettì. La reliquia era considerata la più importante dell’intera collezione e fu accolta trionfalmente nella Igreja de São Roque il 25 gennaio 1588, alla presenza del viceré del Portogallo, il principe cardinale Alberto. L'arrivo della reliquia a Lisbona favorì la diffusione del culto di San Gregorio Taumaturgo, che divenne uno dei santi maggiormente venerati nella città negli ultimi anni del regno di Filippo II.

La ricostruzione di questa singolare vicenda è al centro della mia ricerca su "Il culto di San Gregorio Taumaturgo a Lisbona nell’età di Filippo II". Il lavoro, destinato alla pubblicazione, prende le mosse da uno studio realizzato negli anni trenta dal prof. W. Telfer, dell’Università di Cambridge, e arricchisce le acquisizioni del celebre studioso inglese con elementi inediti. Il mio studio si basa su un’accurata ricerca d’archivio realizzata soprattutto negli archivi storici della capitale lusitana con la collaborazione del Museu de São Roque. Si deve proprio a questa proficua collaborazione la riapertura, dopo diversi secoli, del reliquiario contenente il cranio del Taumaturgo, con risultati a dir poco sorprendenti. La reliquia, infatti, presenta delle placche metalliche fissate tutt’attorno, sulle quali sono incise scritte in greco-bizantino che ne attestano l’attribuzione a San Gregorio Taumaturgo. Tali incisioni sono state trascritte e interpretate con il contributo del prof. Edoardo Bona del Dipartimento di Filologia, Linguistica e Tradizione Classica dell’Università degli Studi di Torino.

Comunque la si pensi sul culto dei santi e delle reliquie, o sull’autenticità delle stesse, si tratta della "riscoperta" e dell’approfondimento di un’importante pagina di storia, che stabilisce una relazione significativa fra Stalettì e la città di Lisbona.
I protagonisti di questa vicenda furono personaggi di primissimo piano nell’Europa del XVI secolo:
- il Re di Spagna Filippo II, il principale collezionista di reliquie del suo tempo, nonché amico e sostenitore di don Juan de Borja;
- sua sorella, l’imperatrice Maria, moglie dell’imperatore Massimiliano II d’Asburgo e madre di Rodolfo II (l’imperatore della Praga “magica” immortalato nei celebri ritratti di Arcimboldo); fu lei a firmare il documento di autentica della reliquia del Taumaturgo, sul quale è impresso il sigillo imperiale e la firma autografa della sovrana;
- il sopracitato Don Juan de Borja, che donò la reliquia alla città di Lisbona;
- Dona Francisca de Aragão, moglie di Don Juan de Borja. Donna estremamente raffinata e colta, secondo qualche autore avrebbe ispirarato e finanziato la pubblicazione de I Lusiadi (Os Lusíadas in portoghese) di Luís Vaz de Camões, la più importante opera della letteratura portoghese (sui rapporti fra la nobildonna e il poeta ha scritto anche Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, in una celebre pièce teatrale). Dona Francisca alimentò e condivise con il marito e l’imperatrice Maria la ricchissima collezione di reliquie, che comprendeva anche quella di San Gregorio Taumaturgo, ritenuta da loro la più importante.

Il trasferimento della admirável reliquia di San Gregorio Taumaturgo da Stalettì a Lisbona avvenne in un contesto storico di grande rilievo, e assunse una particolare importanza anche in relazione all’allestimento dell’Invincibile Armata, che si andava completando sulle rive del Tago proprio al tempo in cui la reliquia di Stalettì venne accolta trionfalmente a Lisbona. Fu in questo contesto, infatti, che maturò l’idea di organizzare in forma solenne e sontuosa la donazione delle reliquie del Borja alla città di Lisbona, la più grande donazione di reliquie mai realizzata in Portogallo. Doveva essere un festa grandiosa, capace di sollevare il morale della città, di galvanizzare e motivare le truppe e, soprattutto, di sostenere, con un’operazione di propaganda senza precedenti, l’idea dell’intervento armato in Inghilterra, giudicata nei sermoni del tempo terra di eretici e di profanatori di reliquie: l’esercito di Santi, le cui reliquie, a centinaia, sarebbero state condotte trionfalmente in processione alla Igreja de São Roque, doveva prefigurare l’altro esercito, fatto di uomini, che di li a poco si sarebbe mosso alla conquista dell’Inghilterra, garantendo ad essi protezione e vittoria (in realtà, la spedizione ebbe un esito disastroso). Un corteo di carri riccamente addobbati, sui quali vennero collocate le reliquie e i reliquiari, attraversò così la città di Lisbona dalla Cattedrale () fino alla Igreja de São Roque. L'ultimo di questi, il più ricco e sontuoso, trasportava la reliquia di San Gregorio Taumaturgo, ritenuta dagli organizzatori dell'evento la più importante dell'intera collezione.

Ho presentato i risultati del mio studio nel corso della conferenza tenuta a Stalettì, nella chiesa di San Gregorio Taumaturgo, il 7 giugno 2008 (clicca sulla locandina a lato). L’evento era stato organizzato dal Comune di Stalettì e dalla Biblioteca Comunale Vivarium, con il Patrocino Culturale del Museu de São Roque di Lisbona. La conferenza di Stalettì, così come la mia collaborazione con il Museo e la riapertura del reliquario del Taumaturgo, hanno suscitato un certo interesse anche in Portogallo. Nel mese di gennaio del 2009, la rivista portoghese Cidade Solidária ne ha dato un ampio riscontro, mettendo in risalto tanto gli elementi inediti della mia ricerca, quanto l’importanza dello scambio culturale già avviato fra Stalettì e Lisbona. A seguire, la RTP, Rádio e Televisão de Portugal, ha divulgato la notizia del rinvenimento della reliquia con un reportage registrato proprio all’interno Museu de São Roque. Il servizio televisivo, oltre alla mia intervista, registra l’intervento del dott. António Meira, Tecnico Superiore del Museo. Proprio alla tv portoghese ho rilanciato l’idea di un possibile gemellaggio fra Stalettì e Lisbona, sulla base del singolare legame storico che unisce il piccolo centro ionico calabrese alla capitale del Portogallo. Il progetto prevede, fra l’altro, il ritorno a Stalettì, seppure per il breve periodo d’una esposizione, del cranio di San Gregorio Taumaturgo. La reliquia verrebbe esposta in Calabria insieme al suo prezioso reliquiario, un cubo dorato che sostiene la celebre scultura in argento di Nossa Senhora com o Menino, un capolavoro dell’arte orafa del XVI secolo, unico nel suo genere, già esposto al Museo del Prado di Madrid e a Ratisbona.
Si spera di poter realizzare l’iniziativa nei prossimi anni.

Il reliquiario di San Gregorio Taumaturgo
conservato nel Museu de São Roque di Lisbona

 Il reportage della RTP




Il dott. António Meira, Tecnico Superiore del Museu de São Roque,
introduce l'intervista di Domenico Condito nel servizio della RTP.

Domenico Condito con la troupe della TV portoghese
durante la preparazione del serivzio televisivo
all'interno del Museu de São Roque.

La giornalista della RTP, Filipa Costa,registra il promo per il lancio del reportage

Domenico Condito negli studi della RTP
con la poetessa portoghese Isabel Branco,
appassionata sostenitrice dello scambio culturale
fra Stalettì e Lisbona.
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